IN PRIMO PIANO: G. Motta, Baroni in camicia rossa, Passigli, Firenze 2011

Don Gerardo è un nobile calabrese che, come altri suoi pari è deluso dalla monarchia borbonica e  conquistato all'idea dell'Italia unita. Certo, non ha il carisma né il prestigio del principe di Salina, e d'altra parte la Calabria non è la Sicilia, ma una realtà ancora più dura e difficile dove contadini affamati e nobiltà terriera si contendono le magre risorse di una terra poco feconda, gravata da un sistema sociale arcaico e dal brigantaggio vissuto come unica possibilità di protesta sociale. 
Attraverso le vicende del protagonista e dei suoi numerosi parenti e amici si segue così un momento particolare della grande Storia, quando il Risorgimento consente di immaginare una nuova realtà anche là dove monarchie reazionarie si opponevano al cambiamento. Antiche ambizioni e passione liberale fanno di don Gerardo un personaggio singolare, un eroe "minore" che in quella porzione di mondo immobile da secoli mette a repentaglio la sua vita per la causa unitaria.


"Don Gerardo" in un dipinto di famiglia
Giovanna Motta riesce a ricostruire con profondità e al tempo stesso con leggerezza narrativa quel mondo e quel momento storico. Così come ne Il mercante di panni, pubblicato nel 2009 in questa stessa collana, l'autrice, docente di Storia Economica e Sociale alla Sapienza, Università di Roma, si conferma scrittrice di grande esperienza, in grado di coniugare piacevolmente storia e ispirazione narrativa.