ConcorsoXXX ciclo dottorato Storia dell'Europa

La prova orale dei candidati ammessi si svolgerà martedì 7 ottobre alle 10 presso lo studio n.10
della sezione di Storia Moderna e Contemporanea del dip.to di Storia, Culture, Religioni. II piano, Facoltà di Lettere e Filosofia.





I dervisci rotanti alla Sapienza


Il prossimo 25 settembre, alle ore 18, nell’Aula Magna del Rettorato, a cura del CEMAS - Centro Studi Eurasiatici BAU, con la cooperazione dell’Ambasciata di Turchia Presso la Santa Sede, del Dottorato di Storia d'Europa dell'Associazione PuntoeAccapo, la Sapienza ospiterà il Sema Ensemble della Fondazione Internazionale Mevlana, in tournée  sotto il patrocinio del Ministero della Cultura e del Turismo turco, che eseguirà il sema (danza cerimoniale della confraternita mistica mevlevi - i cosiddetti dervisci danzanti).
Per assistere è obbligatorio prenotare compilando l'apposito FORM.
La cerimonia, detta sema, simboleggia l'abbandono del sé e la comunione tra cielo e terra ed è tra le espressioni più profonde e suggestive del pensiero mistico in ambito islamico. Questa danza rituale contraddistingue la confraternita mistica fondata nel XIII secolo a Konya, in Anatolia, dal grande teologo e poeta turco Celaleddin Rumi Mevlana. La Fondazione Internazionale che porta il suo nome ne conserva il sapiente messaggio, che la Sapienza, prima università di Roma, volentieri trasmette agli studenti, alla comunità scientifica e agli ospiti.



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R. Sciarrone, L'Italia nella Triplice Alleanza. Politica e sistema militare, Aracne, Roma 2014

Le alleanze militari e le trame diplomatiche costituirono lo sfondo entro il quale s'inserirono le riforme che lo Stato Maggiore italiano produsse dal 1871 al 1914. Queste, mutarono il volto dell'esercito italiano che da anello debole dell'alleanza con gli Imperi centrali (Triplice Alleanza) divenne l'ago della bilancia nello scontro che si andava a profilare tra i due blocchi di potenze contrapposti. Alla vigilia dello scoppio della Grande Guerra l'Italia aveva migliorato il proprio apparato militare e dato una fisionomia più dinamica e "vicina" agli eserciti delle maggiori potenze continentali dell'epoca. Il 23 maggio 1915 il Regno d'Italia avrebbe dichiarato guerra all'Impero austro-ungarico, aprendo il fronte italo-austriaco: seicento chilometri di trincee che andavano dai tremila metri dell'Ortles al mare Adriatico, partecipando alla più grande guerra di posizione di ogni epoca. 






Roberto Sciarrone svolge attività di ricerca presso il dipartimento di Storia Culture Religioni della “Sapienza” Strategie militari franco-tedesche a confronto (1905-1913), Nuova Cultura, Roma, 2013 e La Repubblica di Weimar nei documenti del Servizio Informazioni Militare, Nuova Cultura, Roma, 2013. Si occupa di politica estera italiana dall’unità alla prima guerra mondiale, su cui ha pubblicato numerosi saggi.
Università di Roma. È dottore di ricerca in Storia dell’Europa. Collabora con la cattedra di Storia dell’Europa Orientale e con l’Archivio dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito. È inoltre membro dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano e Segretario del Centro Studi Eurasiatici Università Bahçeşehir (BAU). Ha già pubblicato









Antonello Battaglia, Sicilia contesa. Separatismo, guerra e mafia, Salerno, Roma 2014



Il separatismo siciliano, ripetutamente evocato dai moti insurrezionali che nel corso dei secoli  hanno interessato la storia dell’isola, ebbe la sua più vasta diffusione, e i suoi più inquietanti sviluppi, tra il 1943 e il 1950. Tra la primavera e l’estate del 1943, alla vigilia dello sbarco alleato, venne fondato il Comitato provvisorio per l’Indipendenza, sedicente portavoce delle aspirazione  del popolo siciliano. Il vuoto politico seguito alla caduta del fascismo permise al movimento di proporsi come corrente di rinnovamento ottenendo il consenso di una popolazione affamata e stremata dalla guerra. Nel febbraio del’44 la riconsegna dell’isola all’Italia da parte degli Alleati e la decisa risposta dello Stato alle istanze siciliane portarono ad un inasprimento della lotta che si tramutò ben presto nell’apertura di un fronte interno, tutto siciliano, tra il Regio Esercito e i “guerriglieri” indipendentisti. I rastrellamenti e le battaglie campali ridimensionarono l’eversione secessionista; fu intavolata una trattativa segreta tra Stato e separatisti che avrebbe portato alla concessione dell’autonomia siciliana. Negli anni successivi l’isola fu governata, quasi ininterrottamente, dalla DC ma, nonostante il nuovo assetto politico foriero di speranze, l’agognata crescita economica non ci fu. L’autonomia, associata non di rado al federalismo, è ancora oggi al centro di un ampio dibattito, in una fase storica caratterizzata da una crescente sfiducia nei confronti dello Stato e dalla nascita di movimenti che rivendicano l’indipendenza. Come nel Nord Italia, anche in Sicilia iniziano a serpeggiare e a ridestarsi timide simpatie filo-separatiste. 

Antonello Battaglia
Antonello Battaglia, Dottore di Ricerca in Storia dell'Europa, insegna Storia delle Relazioni Internazionali all'Università di Roma, La Sapienza. Si è occupato di separatismo siiliano e di Risorgimento italiano. Tra i suoi lavori, da ricordare Il Risorgimento sul mare. La campagna navale del 1860-1861, Roma 2012; I rapporti italo-francesi e le linee d'invasione transalpina (1848-1881), Roma 2013; La capitale contesa. Roma, Firenze e la Convenzione di Settembre (1864), Roma 2013.

Concorso Dottorato Storia dell'Europa

Sono riaperte le procedure per la presentazione delle domande di partecipazione al concorso del dottorato in Storia d’Europa, con la nuova scadenza prevista per il 29 agosto.
 
 

Azerbaigian, elemento di stabilità nel Caucaso

Si segnala l’intervista, apparsa sul Messaggero del 13 luglio 2014, al Prof. Biagini, prorettore della Sapienza, alla vigilia della visita in Italia del Presidente Ilham Aliyev.
Un Paese, quello caucasico, sempre più centrale per gli equilibri dell’area e di giorno in giorno più strettamente legato all’Europa.




Empires and Nations, Volume I


Book Description

This volume is the result of an international conference held at Sapienza University in Rome on June 20 and 21, 2013, as the final stage of the PRIN (Progetto di rilevante interesse nazionale) project “Empires and Nations from the 18th to the 20th century”, during which scholars from all over the world—academics, specialists, young researchers, PhD students and post-doctorates—confronted diverse, but connected, topics on the relations between multinational empires and the idea of the nation. In this way, the reality of the historical empires and national states was represented, and concepts such as identity, nationality, and sovereignty analyzed. The first part of this work is dedicated to the analysis of the origins of nation-states in the context of the multinational Habsburg, Ottoman and Tsarist empires, while the second pays particular attention to the issue of national minorities, which followed the dissolution of the great empires. The third part is related to national identity and focuses on art and culture by presenting artists, painters, writers and intellectuals who had played key roles in the formation of their national identities. Such pioneers include Hungarians, Romanians, Serbs, Georgians, Chinese, and Brazilians. Specific sections are dedicated to theoretical approaches and concepts such as imperialism, geopolitics, nationality, and regionalism, and to the analysis of religious and gender issues.

Biography

Giovanna Motta is a Full Professor of Modern History at Sapienza University of Rome. She deals with the processes of transformation of European society, with particular attention on the modernization of the economy in the Flemish area, Mediterranean dynamics, social mobility, and general history. She studied in Florence and Paris with Federigo Melis, Fernand Braudel, Georges Duby, and has directed numerous interdisciplinary research projects within an international environment and coordinated the PhD programme “History of Europe” at Sapienza University of Rome. Her recent publications include Nell’Europa dell’ età moderna: Memoria collettiva e ricerca storica (2013); Il Baltico, Un mare interno nella storia di lungo periodo (2013); and L’imperatore dei francesi e l’Europa napoleonica (2014). Antonello Folco Biagini is a Full Professor of Eastern European History, the Vice Rector of Sapienza University of Rome and Prorector for Cooperation and International Relations. He was a member of the Italian National Research Council and a consultant of the Historical Office of the Italian Army General Staff. He deals with the history of the Balkans, Russia and Central-Eastern Europe, and is the author of numerous articles and books, including Storia dell’Albania dalle origini al giorni nostri (1998); Storia della Turchia contemporanea (2002); Storia della Romania contemporanea (2004); Storia dell’Ungheria contemporanea (2006); and La guerra russo-giapponese (2012).


Rome Conference 2014. The Great War. Analysis and Interpretation